Rancore
AKA: Tarek Iurcich
Rancore, nome d'arte di Tarek Iurcich (Roma, 19 luglio 1989), è un rapper italiano.
Nato da padre italiano di origine istriana e madre egiziana, si avvicina al rap verso i 12 anni e comincia il suo percorso musicale all'età di 14, iniziando a farsi conoscere nella scena rap della Capitale grazie al Phat Roma, manifestazione di improvvisazione che frequenta con cadenza settimanale.
Nel 2006 pubblica il suo primo album, SeguiMe. Una svolta arriva nel 2010 quando collabora nel brano “Lo Spazzacamino” con il produttore DJ Myke, con il quale darà vita ad un sodalizio artistico che li porterà a pubblicare insieme due album e due EP tra il 2010 e il 2015.
Nel 2018, dopo la fine della parentesi con Myke, pubblica il suo secondo album (il primo ufficiale), Musica per bambini, in cui si cimenta per la prima volta nella produzione delle strumentali.
Nel 2019 partecipa al Festival di Sanremo accompagnando Daniele Silvestri in “Argentovivo”. Replica l'anno successivo presentando, questa volta come artista principale, il brano “Eden”.
Nel 2022 esce il suo terzo album, XENOVERSO.
IL NOME D'ARTE
A proposito del suo alias, l'artista ha dichiarato:
Io credo sia una parola che sintetizza bene il sentimento che questa società cova. È un sentimento che spesso viene utilizzato male, esorcizzato male, canalizzato male. In un senso un po' catartico porto questo nome, che è difficile da portare, ma che ovviamente dà una terza dimensione al motivo per il quale io faccio questo rap, un rap che esprime la rabbia ma lo fa anche per esorcizzarla, canalizzarla e dargli una nuova forma.
Il rancore è un sentimento che porta con sé nulla di positivo, però allo stesso tempo è un sentimento che nasconde un'energia potenziale molto forte. È ciò che pensi prima della rabbia, prima dell'odio, prima che la bomba scoppi. Fondamentalmente è molto simile a quello che nasce prima di scrivere una canzone rap, e poi iniziano entrambi con la r. Crescendo ho dato altre spiegazioni. Faccio sempre l'esempio di Batman. Batman si veste da pipistrello convinto che i suoi nemici abbiano paura dei pipistrelli, ma l'unico ad aver avuto un trauma coi pipistrelli è Batman. Ai nemici dei pipistrelli non gliene frega niente. Forse lui si veste così per esorcizzare questa sua paura dei pipistrelli. Un po' la stessa cosa la potrei dire del rancore. Forse sono stato vittima del rancore perché, avendocelo nel nome, l'ho esorcizzato. Leggere questo nome tutti i giorni ha fatto in modo che alcuni anticorpi nella mia psiche mi abbiano un po' protetto dal nome stesso, altrimenti sarei diventato proprio una merda a forza di leggere rancore tutti i giorni. Proprio perché ce l'avevo scritto davanti tutti i giorni mi sono fatto più domande nei riguardi di quel sentimento, capendone i lati più scivolosi e spigolosi. Il nome che ti scegli è quello che pensi ti possa proteggere, ma non sempre ti corrisponde al 100%, quindi io credo di averlo forse più subito che agito.