Released on November 22, 2013

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(YOJIMBO)

Sento me stesso dire qualcosa

Sorrido senza sentire qualcosa

Come una crosta d'angoscia ???

Che copre una cosa concava vuota

E una scorza di colpa

Collera e noia e crollerà ora

Sò che, mmm, devo restare a galla

Abbassarsi a servire ai tavoli, pur di restare a galla

Sò che, si sono presi tutto in mia assenza

Lei sa che non mi ha senza

La nostra piccola pace non pare la mia assenza

O lo scopo per cui la scosto, le urlo la mia ascesa

Ruggimi le cose che la notte ha per me, le stesse a cui vuole rinunci

Ma ho la mia forca

Un futuro, due figli, un cane e una Ford Ka

Credi che nei videogiochi

Di voi non mi invidio i giochi

Dubbi dissolti come i cadaveri dei videogiochi

Il tuo obbiettivo mi passa, brucia e mi innalza

C'ha la forma dei sogni di un uomo cieco dalla nascita

(HYST)

Il cielo e lì, ma ti domandi se hai la forza

Non si può, uccidere qualcuno che sia morto già una volta

Perchè non fare niente a volte è come fare di più

O marcire qui giù o risalire scale di blu

E ripartire dalle ferite, quelle che mi hai lasciato tu!

(YOJIMBO)

Sollevarmi

Dalla stessa merda da cui mo non so levarmi

Fori, ferite, fogli, fisse, troie, visi fuori, le fitte, scaglie di cielo

Piede sul pedale, premo ed accelero e ho già perso

So che, o vado a fondo, mentre mi muovo, o vado a fondo...

Fino a qualcosa che salta, rabbia

Una cosa che scarta, cambia

Sto gioco non c'ha le regole scritte sopra una scatola ora...

Idi di marzo, scelte di campo, guerre combattute a strette di mano

Come una candela che non voglio rischiare di consumarmi in fiamme

Per rischiarare il cammino a un infame altri anni

Tu il gallo che si prende tipo il merito dell'alba

E non sistema il collasso

Il trono che sogno è di un altro

Aspiro al comando

Non vengo a colmarlo ne a raccordarlo

E sarò l'unico che tornerà indietro per raccontarlo

Sai che...

(HYST)

Il cielo e lì, ma ti domandi se hai la forza

Non si può, uccidere qualcuno che sia morto già una volta

Perchè non fare niente a volte è come fare di più

O marcire qui giù o risalire scale di blu

E ripartire dalle ferite, quelle che mi hai lasciato tu!