Ultimatum

By Venz

Released on October 17, 2017

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[Strofa 1: Venz]

Te lo ricordi?

Eravamo piccoli

A malapena sapevamo come stare zitti

Essere felici non era cosa da ricchi

Sorrisi meno finti, non eravamo tristi

Ora cammino, vedo la città

Giocavamo lì dove mò buttiamo la cicca

Volere ambire non vuole dire avere una fissa

Ricamo una verità ma non dirla

In me tu rimani piccola

Io non ti voglio bene, ti amo, capito?

Ho demoni veri,vedi baby, non mi hanno rapito

Ora che non temi i veli neri, che diranno? io dico

Se non sorridi non va bene

Cambiamo capitolo

Io sono il diavolo, ho fiumi d'anime perse

Le mie maniche lerce

Mani in taniche aperte

Tu mi chiedi perchè vivere è come perdere,è come sempre

Sarà che vederti piangere mi diverte, ah

Io lo so bene la fama costa

Nell'anima ho la guerra, l'assedio di Famagosta

Giuro sono serio, ho il cuore gelido di Mosca

Ho ripari vari, valico sula vita come a Johnstown

Dio, Madonna quanto cazzo ho pianto

Solo al freddo fuori con la neve addosso

Bimba mia staremo bene insieme

Pure in una bettola col letto sporco

Figlio dell’eco delle montagne

Solo con le mie gambe

Il mondo alle mie spalle

In giro di cose su di me ne girano tante

Molte non sono false

Dovresti stare dalla mia parte

Amo quando camminiamo insieme

Dici che sono bello ma io non ci voglio credere ma stare bene

Avere caldo con te pure nella neve

Non ci posso credere, ora sto bene


[Strofa 2: Lvmb]

Uoooh

Mi stanno chiamando

So che le mie sole lacrime non basteranno

Uoooh

Baby lo sai, lo sai, lo sai

Ti amo

Quando arrivo [ho promesso di proteggerti?]

E loro lo sanno, verranno a prenderti

Io devo andarmene, devo proteggerti

Ti prego baby, ti prego

No baby, l'ultima volta

Tu prenditi l'ultimo dei miei respiri

L'ultimo dei miei sorrisi

Seppelisci il mio ricordo dove prima giocavamo da bambini

Il ghiaccio mi parla di te baby

Non so più se ascoltarlo o no

Mi sto perdendo nel suo eco baby

Non so più se ne uscirò

È l'ultimo giorno qui

Tu vieni o no

Io non resterò

“L’assedio di Famagosta”
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Venz paragona la sua anima all'assedio di Famagosta, in cui l'esercito ottomano attaccò la città di Famagosta controllata dai veneziani. La battaglia si concluse con la resa dei veneziani e la strage dell'intera popolazione e dell'intero esercito.