Released on September 9, 2011

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[Intro: Dala Pai Pai, Nader Shah]

Yeah

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Dala, Nader


[Strofa 1: Dala Pai Pai]

Avanti fra, siamo all'epilogo

Guardiamoci negli occhi

Ed ammettiamo questa vita

Che ci ha rovinato i tocchi

Quanti conti abbiamo fatto

Quante strade, quanti incroci

Quante croci abbiam portato per coprire i nostri giochi

Se c'è un strada qual'è?

Ognuno la trova da se

Non voglio il trono da Re

Ho solo bisogno di te

La gente mi chiede: "Com'è?"

Io dico: "Bene anche se, qua eravamo in dieci e fra ora siamo rimasti in tre"

Ho dovuto spaccare i rapporti

Tagliare i legami più forti

Stringere mani a quelli più ingordi

Mandare in merda tutti i miei sogni

Sciupare giorni a cercare soldi che duravano mezz'ora

Il giorno dopo a scuola, metà classe aveva gli occhi viola

Mentre smerciavamo roba

Quella roba ci smerciava

Tutti i giorni mai casa

Solo uno stronzo che chiamava

"Questa volta siamo fuori"

Ogni secondo risuonava

Ma il tempo passava e gli anni migliori erano a rischi ogni settimana

E allora Dala, butta la lama

Vendita il Tanita, falla finita

Butta giù altre quattro dita, andiamo di la che c'è la partita

Poi domani se ne parla, con più calma

Fai una canna

E per un attimo ho creduto di cambiare la mia vita


[Ritornello: Marti Caos]

Resto qua, anche se

Niente va, a posto

Io, resto qua

Anche se, niente va a posto

Voglio questo

Resto qua

Genova, non cambierà

Non cambierà

Ma resto resto qua

Anche se, niente va a posto

Ad ogni costo resto qua


[Strofa 2: Nader Shah]

Ho vissuto milioni di zone

Vent'anni di vita alla buona

Sono passati senza camicia

Ma in canottiera, senza corona

Rappresento i proletari elevati si senza scuola

Ci sto ancora dentro

Sento dentro, una scimmia che divora

Italia il bel paese, dov'è palese infangare una prova

Essere assolti per vizio di forma, dopo tornare e vendere coca

Ognuno da bene, ci prova

Ognuno fa brutto, una storia

Storia pesante, spilli alle gambe

Lo Stato piange, non si consola

Mani strette alla gola

La cosa peggiore è dividerci

Voglio cambiare, basta tentare

Sogno di un tale che non sa esprimersi

A quanto pare siamo simili

È la povertà che ha ucciso tutti quanti i miei simili

Morale della favola, ho della carta sotto la lingua

Poi se a tavola vorrei urlare

Prende la fibbia, schiocca la cinghia

Picchiare i propri figli non si chiama educazione

Il mondo mi aspetta, datemi retta

Qui troppo in fretta si infanga il mio nome

È brutta la situazione

L'isola, le banane marce

Sbirri e chiodi sotto la carne

Il cardinale intorta le mamme

Voglio vendicare le ingiustizie sopportate

Lo sbirro è sempre in fame

Mi deve mollare, quest'anno spaziale


[Ritornello: Marti Caos]

Resto qua, anche se

Niente va, a posto

Io, resto qua

Anche se, niente va a posto

Voglio questo

Resto qua

Genova, non cambierà

Non cambierà

Ma resto resto qua

Anche se, niente va a posto

Ad ogni costo resto qua