Released on November 27, 2020

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[Testo di "Quasar"]


[Intro]

L'universo può produrre una violenza che va oltre ogni comprensione. Forze capaci di ridurre spazio e tempo a brandelli


[Strofa 1: Caleb]

Flussi contorti fan volare, poi l'appizzo e mi perdo

In un solstizio d'inverno da quest'orbita polare

Vi sevizio in eterno, vivo il vizio le notti

Sai, gli occhi han visto l'inferno

Dalla banda spettrale vivo sotto effetto

Ma levito, impara che non basta aspettare

La mia penna è uno scettro, emana barre planetarie

Attratte dallo spettro elettro-magnetico

Nеssuna pena, meglio se fostе muti

Coi miei si fuma crema posseduti, Luna piena

Scrivo comete in bus, esplode un corpo celeste

Cerco l'origine terrestre, Prometheus

Esaurisco contante, whisky liscio costante

Triflusso nuovo disco volante

Ti colpisco, montante, frate', ho scritto 'sto Anthem

Gremo lei, premo play, poi sparisco su Marte


[Interludio]

La stella sprofonda all'interno dello spazio-tempo, mentre un buco nero si forma nel suo centro e la gigante diventa una supernova


[Strofa 2: Jhona]

Disumano in quanto titano, ricamo il manto, dichiaro

Che in mano ho il guanto di Thanos

Sfuggi in un lampo di corsa in un altro riparo

Emano su un alto ripiano flussi in un campo di forza

Eresia vedi, vesto un grigio manto sprigionando

L'energia dei pianeti che sto sbriciolando

È scientifico il mio metodo, levito

Un secolo è un briciolo, lo pietrifico

Poi sgretolo, amplifico energia che non quantifico

Teoria che poi semplifico, è implicito, ridicolo ripeterlo

Non riciclo personaggi comici, ti anticipo

Codici che digito, sto perso in viaggi cosmici

Dici: "Boh", ti allucinano, coi tuoi amici

All'ABC da mo, siamo in cima, flow apici da pro

Prendo la penna poi ti tolgo la vita

Spengo una stella con uno schiocco di dita (J)


[Interludio]

I buchi neri sono così densi che nemmeno la luce può sfuggire alla loro gravità. Localizzarli sembra impossibile


[Strofa 3: Zoro]


[Strofa rimossa su richiesta dell'artista]


[Outro]

Alcuni buchi neri sono diventati ancora più grandi inglobandone degli altri: si procede verso il punto di non ritorno