Released on December 10, 2020

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[Intro]

Dedico al me del passato questo rap votivo

E non mi fermerò mai per nessun motivo

Dedico al me del passato questo rap votivo

E non mi fermerò mai


[Strofa]

Mi esce schifo dalla bocca

Perché sono pieno zeppo già dal '98

Per vedermi dentro, bro, ti serve il terzo occhio

Ho alzato muri un po' con tutti infatti mi apro poco

Sto mappando il labirinto in testa, ci becchiamo dopo

Non è colpa del vivavoce se mi senti doppio

È solo l'altro me che a volte ha voglia di parlarmi sotto

Ci prendiam gioco l'un dell'altro come Jerry e Tom

Vincolati come in un contratto della Telecom

Calma piatta quando scrivo nel mio tempio antico

Raramente ho trascinato pezzi nel cestino

Il mio modo di pensare è un tumore benigno

Non posso avere una coscienza se ho ammazzato il grillo

Luce di pixel spinge nelle pupille

Per essere felice bastavano lego e biglie

Ora che sono triste, mica mi affido al grinder

Chiudo duecento rime, killo poi faccio tea-bag

Mangio personcine, le inzuppo nel latte e rido

Per digerire meglio mischio acqua frizzante e Svitol

Diluisco lacrime di coccodrillo

Dalle botte che mi infliggo piscio sangue e polvere di Pringles

L'esperienza forgia e infatti la mia lama è storta

Cresciuto in ritardo, non importa, mi son fatto forza

Sarò sempre quello strano con la scarpa rotta

E mai quello sfigato che fa brutto con dietro la scorta

Guardo avanti, certo bro, mica c'ho gli occhi in culo

Una mano in tasca e l'altra pure

Giro in scooter anche in basse temperature

Ti esco fuori dalle casse a 300 all'ora

Mi sento come sotto sale con ferite aperte

La mia mente che subisce sbalzi di corrente

Voi col prosciutto negli occhi e tappi per le orecchie

Non valete mezza cellula di un vero rapper

S-t-u, doppia t, tocca a te stare zitto

Se ti disso su una base qualsiasi sei seppellito

Sarò il Kim Jong-un di 'sta scena, garantito

Il disrespect ti questi tizi l'ho legato al dito, ho scritto i nomi

Non per altro ma nel caso dovessi scordarli

Per non permettergli nemmeno di riconcigliarsi

Chissà se cambierà la situa da qui a un paio d'anni

Chissà se avrò addirittura smesso di lamentarmi

Anche se la porta è aperta, entro dalla finestra

Tra salita e discesa cerco la terza opzione

È una maledizione, fanculo la strada facile

Perennemente instabile

Sputo su queste pagine, non mi curo del margine

Il fiume scavalca l’argine e va sempre peggio

Trovo quello che cerco solo se non lo cerco

Non esiste rimedio, accetterò il compromesso

Rimo da quando ho visto il mio futuro crollarmi davanti agli occhi

I rintocchi li conto spesso, non voglio farlo per sempre

Paura di fare flop, di cadere, di essere niente

L’umore che sale e scende, è l’orgoglio a tenermi sveglio

Sono il Balbuziente, sono Cristo risorto

Sono un cazzo di nerd e provo zero rimorso

So che non potrò mai essere perfetto ma è questo il bello

Dico “sono astemio” poi scolo un litro di limoncello, dai

Dedico al me del passato questo rap votivo

E non mi fermerò mai per nessun motivo