Da un dirupo ho gettato il tuo corpo inerme
Ho pianto sul cadavere, pulito e coperto di fiori
Ho maledetto il destino che tanto scosceso aveva reso il dirupo e tanto inevitabile il tuo precipitare
Ora i fantasmi m’infestano i sogni e non hanno il tuo volto, ma quello di una parte di me che ho perduto
Troppo incline al sacrificio
La tua assenza è la mia metastasi
La lama, l’amputazione, è la mia redenzione
La nostra storia è quella di chi perde le parti