Non m’accontento, pt.2

By Rak

On Born to Be Ready

Released on July 3, 2018

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[Strofa 1 Rak]

Dimmi che resta nei cassetti tra i ricordi del cervello

Bei momenti quelli peggio taglio i nervi col coltello

Tutto bello fin quando n'apri gli occhi

Ogni mattina e conti con la sera prima sempre troppi

Toppi che a 'sto mondo cosa vale

Non m'accontento è un'anatema generazionale

E non l'ho fatto io non lo farò mai

Vorremmo il fumo prima battitura in vendita ai granai

Il panorama racconta di una trama descritta da chi brama

Vendetta e si proclama la vetta si allontana la calma è disumana

La forza è come lava che incendia e si propaga

Un'altra notte non riusciamo a prende' sonno

Psicofarmaci nel brodo metadone o cloroformio

Un altro giorno in cui lo sfogo viene prima del bisogno

In cui il bisogno trova sfogo e non rimane neanche un sogno

Fino a quando non saremo tutti soli

E cercherò le mie risposte dentro i dischi superiori

'na forza unica quella di chi comunica

Trasmette le emozioni canalizza rabbia in musica

Con gli occhi stanchi sempre agli ultimi banchi

Mi giudicavi tu fagiano scopri la droga a trent'anni

Fieri d'esse' stati piccolini in mezzo ai grandi

Cani sciolti dai branchi e i panni sporchi davanti

Accontentarci non è cosa nostra

Come chi ha vinto e pensi che di più non possa e la spara ancora più grossa

E ne vuoi ancora come un bimbo su una giostra

Non mi basta ciò che ho perso alzo la posta adoro la riscossa

Vorrei gli amici miei felici anche da lucidi

Con gli occhi meno illusi e istupiditi fin dal lunedì

Vedo un esercito di social da show off viviamo dentro un Asimov

Amaramente chiusi in gabbia come colibrì

Chi ferma questa banda di matti?

Tutti fatti sullo scooter le pupille lacrimanti

Vedi 'sto pezzo è come una fotografia della generazione mia

Rapporti un pò troppo frequenti con la psichiatria

Porti sul palmo i troppi amici lungo l'Ade perchè li ami ma

Capisci che pe' il conto non ti bastano due mani

Conto i giorni in cui hai sperato quelli amari

Resta solo una certezza m'accontenterò domani ultimi passionari

Il paradiso se lo immagino c'ha il mare

Le piantagioni libere e la gente non si vuole male

Mentre l'inferno è solo quello che viviamo

In questo tempo conosciamo un solo modo pe' andà avanti ed è ignorare

Zero guardie nel primo nè una volante nè Dio

Giardini donne e buon vino col sole e il caldo di Rio

Ma nel secondo Dio ci sta ed è inverecondo

Quanto cazzo manda a fondo chi non vuol giocare sporco io so il fatto mio

Mi sono fatto io dicendo addio ai sogni nel cassetto

Il giorno in cui io m'accontento spero d'esse' vecchio

Il giorno in cui io mi rallento sarò polvere nel vento

Salgo sulla cima per vederci chiaro e penso

Nella scalata qui non conta chi ti paga

Qui tra gli occhi di chi vaga solo leggi verità

Come energia che non si irradia in quelli sguardi c'è l'amara

Sensazione di chi è in confusione e vive alla giornata

Dedicata a chi da sempre si impegna pe' i suoi sogni si ingegna

Ci rischia il futuro qua niente è sereno

Anche a chi ha perso ogni speranza dò ragione

Anche se è scritto sopra il muro noi non c'accontenteremo!