Released on May 28, 2021

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[Testo di "Onyria"]


[Strofa 1]

La vecchia luna s'è buttata, la vedo per terra

Sta morendo in quattro pezzi, trema, tenta

Questo letto sa di anni, lacrime e freddo

Come diavolo ci sono finito qua dentro?

Muri coperti da tagli minuscoli

Un gabinetto trabocca di Hennessy

Vado alla porta d'acciaio, un quadrato di vetro

Svela veloce il segreto

Nella cella di fronte uno scheletro ride sospeso

In un solo secondo quel peso del tempo

Che coglie le membra diventa uno spеttro

E fruga nel suo nuovo petto

Poco dietro al dannato lampеggia

Una frase che scritta coi graffi recita:

"Iddio m'ha scordato", il mio sangue gelato

Ed io cado per terra, sento una frequenza


[Bridge 1]

Nove, otto, due, zero, zero, due


[Strofa 2]

La porta d'improvviso s'apre come un tuono

Cinque secondini come celerini danno fuoco al suono

L'inerzia nutre la solerzia

Che mi induce a vomitare la mia strana forma di non esistenza

Sparsa fuori dalla cella come il corpo di Pinelli

Poco dopo il volo quasi accidentale giù dalla finestra

Salutando poche ossa che vibrano

Ridono e gridano: "Corri, sei libero"

Questo corridoio appare infinito

C'è un bagliore in fondo, ma è troppo piccolo

Di colpo vengo interrotto da un botto

Che porta all'interno d'un mondo

A una cella sepolta, maghi eleganti affetti d'eterocromia

Che cercano una via per fare una magia

Rinchiudere afonia in una formula, fa sparire ogni rivolta

Rabbrividisco e corro

Ma più vado in fondo più mi sento morto

Nei milioni di chilometri mansuete piante umane

Coltivate sottochiave per produrre e consumare

Fino all'ultimo sogno

Sento il cuore sollevato giunto all'ultima porta

Brilla come nascondesse un cielo dietro, conforta

Ma una mano fredda afferra, ferma la mia mano

Tocco delicato ed ecco che dal nulla appare una donna

Sfida Venezia di notte

Il suo viso un assaggio di morte

I suoi occhi son foglie d'autunno

Mari piovuti sul mio volto defunto

Quando i respiri s'intrecciano

Allora afferra un coltello nascosto nel seno

Che taglia il mio stomaco, strappa il mio fegato

Per divorarlo con calma, la seguo


[Bridge 2]

Voynich, Dalia, magia, quasar, casa, lei è


[Strofa 3]

Cammina lentamente verso quella stanza d'oro

Ad ogni passo sento questo maledetto fuoco

Spegnere gioia e dolori, gli orrori

La nebbia che grida sui muri, gli odori

Ma arrivati a quella cella dalle stelle ferme

Si ferma, come una lacrima a terra mette

Una chiave per poi sparire

Brevemente divorata dalle tenebre eterne

Apro ed ecco Dracula sfidare Milligan

Entrambi ai resti su un tavolo verde

Uno ha messo uno stivale, il suo rivale, messo male

Pare abbia messo le stelle

Fumo sopra ventisei che ora mi guardano

Pure un gufo stanco, un gufo affranto

Gufo bianco, su una croce all'angolo

Col martirio che vanesio cola dalle ali perché possa ammirarlo

Cerco di fuggire, ma di colpo vengo travolto

Da un torrente di cadaveri nel corridoio

Sento un morso, un vento rosso, lento sposto

Il marcio, il fango, il pus addosso

La retorica di Seth mi stacca un occhio

Grani d'odio nel deserto del suo cuore

Se nell'altro affiora il cielo di Platone

Quando uscirò lo darò a tutte le persone

Mi faccio largo fra le sabbie di corpi

Finalmente torno all'ultima porta

Quella col cielo dietro, giuro che non ci credo:

Ciò che ho dietro sarà solo un ricordo

Ma quando apro trovo solo quei tagli

Ed un letto che puzza di anni

Lascio un segno sul muro, il sole nel cesso

Lacrime fredde sul letto


[Outro]

Vecchia luna, perché suoni? Tutto sfuma