Lasciar Andare

By Pathos

On Verso Libertalia

Released on May 28, 2021

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[Testo di "Lasciar Andare"]


[Strofa 1]

C'è un cerchio di luce nel cielo, è molto lontano

Lo ricordo molto bene, lo fissavo mentre affondavo

Io scendevo e lo guardavo diventare un puntino dorato

Non l'ho più sfiorato, non l'ho mai scordato

Sceso abisso dopo abisso sono giunto al punto in cui

Davvero pochi umani per fortuna giungono e giù

Sul fondo del più freddo oceano che ha poco di blu

Dorme un luogo vuoto logoro dal suono cronico del nulla cosmico

Sorriso attonito che intriso di un amore comico

Su un viso liso dal candore insolito

Due gemme more che raccolsero diverse bombe atomiche

Si arresero al dolore

Il corpo s'è posato fra granelli come vetri contеnenti vari veli

Urla d'epochе sepolte dal legame chimico

Che si nasconde dentro al mio respiro

E me lo toglie via come un vampiro

Per assomigliarli, per paralizzarmi

Il tempo m'ha donato frammenti d'errore

Ero un diamante, un pericolo per le persone

E mi nascosero e mi uccisero, ma con amore

Quando i frammenti non compresi divennero mole

Un masso sopra il petto grande quanto Venere

Talmente giusto che mi scusavo mentre lo reggevo

Ma adesso ho smesso per cercare di capirne il peso

Giro la testa a destra, vedo cadaveri

Se la sposto a sinistra vedo altrettanti cadaveri, quindi

Non aspettarti una risposta dagli altri

Anche se sembrano puri come il petrolio per gli ascolti

Anche se sembrano contenti di vivere da morti

Così mi sono detto, quando ho alzato lo sguardo:

Quel gigante mi guardava così carico di odio

Ma stavolta la mia vista non fuggiva, cazzo, anzi

Ne sfidava le parole di potere, su il cerchio diceva:


[Ritornello]

Ora perdonati per lasciare andare

Punirti fino a morire o elevarti e elevare?

Quando t'annienti, quando t'arrendi

Quando i frammenti ed i giudizi dei mai visti

Ed i tuoi stessi ti lasciano i pezzi

Tu lascia andare quel dolore, quel rancore

Quel rumore, quel terrore di non meritare amore

Lascia andare quell'orrore che ti porti da una vita

Puoi sentirmi? Vuoi salire?

Puoi sentirmi? Vuoi salire?

Perdonati, perdonali per lasciare andare

Punirti fino a morire o elevarti e elevare?

Quando t'annienti, quando t'arrendi

Quando i frammenti ed i giudizi dei mai visti

Ed i tuoi stessi ti lasciano i pezzi

Tu lascia andare quel dolore, quel rancore

Quel rumore, quel terrore di non meritare amore

Lascia andare quell'orrore che ti porti da una vita

Puoi sentirmi? Vuoi salire?

Puoi sentirmi? Vuoi salire?


[Strofa 2]

Le forze del male non eran certo felici

Perché non le ascoltavo, no, non obbedivo più alla gravità

Iniziavo a levitare mandandole in crisi

Mi alzavo verso il ricordo, cerchio di libertà

La pressione che oramai era una vecchia compagna

Mi abbracciava come fosse per l'ultima volta

Mi salutava gradualmente commossa

Mentre una forza rinata toglieva via il pianeta dalle ossa

Ora è in salita, ma per l'anima è discesa

Se la fossa che conosci come tanti era una stella

Proiezioni per difenderti e oscurarti come un'edera

Fra convinzioni costruite fin dalla tua prima età

San molto bene che quel masso ora è parte di te

Perché stiamo salendo insieme

Non esiste droga che possa ridurlo a un seme

Se l'insieme che contiene Sole e Luna siede

È cielo a entrambi, l'amore si vede

Apro gli occhi sull'accettazione, il masso sia

Come l'anziano acufene e la miodesopsia

Quando ascolto il mare dietro a quel suono sottile

Guardo il tramonto con un miliardo d'amiche

Ed ora che salgo penso quanto era stupido restare fermo

Ad aspettar che il fato o gli altri coprissero me

Che mi strappassero quell'energia vitale

Voglio luce, aria e voce, devo andare più veloce

Fino alle nuvole vivide e umide, lascio le tenebre ruvide

L'ora è la cuspide, l'iride al limite ride sepolta se lascia la tomba

Ma livida e gonfia è l'analoga forma che ferma alla sponda

Ascolta la complessa ombra, indefessa onda

Manomessa conta, sommessa torna, ma è la stessa stronza

L'istanza si forma ed avanza, è la solita colpa

Che sfonda ma è piena d'invidia

Un moria creativa, matrice digita

Una vita divisa che mima, una nvidia

Ma un'anima libera è come le vele, nel vento che beve

Lei spezza catene, le false le vede, giunta al turchese

Nel cielo che vibra, il cerchio ora grida:


[Ritornello]

Perdonati, perdonali per lasciare andare

Punirti fino a morire o elevarti e elevare?

Quando t'annienti, quando t'arrendi

Quando i frammenti ed i giudizi dei mai visti

Ed i tuoi stessi ti lasciano i pezzi

Tu lascia andare quel dolore, quel rancore

Quel rumore, quel terrore di non meritare amore

Lascia andare quell'orrore che ti porti da una vita

Puoi sentirmi? Vuoi salire?

Puoi sentirmi? Vuoi salire?

Ora perdonati per lasciare andare

Punirti fino a morire o elevarti e elevare?

Quando t'annienti, quando t'arrendi

Quando i frammenti ed i giudizi dei mai visti

Ed i tuoi stessi ti lasciano i pezzi

Tu lascia andare quel dolore, quel rancore

Quel rumore, quel terrore di non meritare amore

Lascia andare quell'orrore che ti porti da una vita

Puoi sentirmi? Vuoi salire?

Puoi sentirmi? Vuoi salire?