Grey

By Pathos

Released on August 29, 2016

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[Testo di "Grey" ft. Spangher]


[Strofa 1: Pathos]

Ti vedevo come Flora con il vento nella mano

E nel delirio la tua voce mi calmava come Tavor

Nei tuoi occhi ci nuotavo, ci lottavo, poi tentavo

Di vederti come appiglio, ma affogavo

Ed ora scrivo dall'abisso, qui non filtra luce né rumore

La mia anima ormai fredda è consumata dal tremore

Poi il timore è diventato rancore, ha reso ermetico il mio cuore

Come il rap di Rancore

Punture di farfalla come Alì

I ricordi sono acqua che devasta come Bruce Lee

Quando l'amore è un thai clinch tu non scappi da lì

Lei fu una ginocchiata al setto e buonanotte B

Metto in replay alcune frasi di lei

Emozioni ormai bruciate come de Molay

Tu che eri il basco per LL Cool J

Ora vaghi spenta dentro i sogni miei

Senza più luce nei tuoi occhi grey


[Strofa 2: Spangher]

Credevo, davvero, fossi un angelo caduto dal cielo

Ma son scemo, al cuore adesso tu sei solo un peso

Non sei l'arcobaleno, ma solo veleno

Sai a pensarti grido come calpestassi il vetro

Ero al settimo cielo, sereno, stavo bene col mio ego

Ora sto sette metri sotto terra e non mi elevo

Una storia breve, una storia per cui bere

Una storia storta per riempire ancora il mio bicchiere

Bianca come neve, viso dolce e lieve come miele

Non so se guardarla in faccia fa male o bene

Bacia come si deve, un viaggio a gonfie vele

Senza un dio crudele staremo assieme come parallele

E guardiamo le stelle in alto, ma che senso ha

Se la più bella ce l'ho a fianco nella sua semplicità?

Solo muoio in stanza senza lei, bastarda la distanza

Serio, la preferirei a una figa come Sasha Gray


[Strofa 3: Pathos]

Cocci di dischi uniti a gocce di Whisky

Hanno bruciato le cisti dentro il buio di 'sti giorni tristi

E Dio non m'ha salvato dal mio Super-io

Che prevaleva a l'Es, rendendomi useless

Clori, la tua scelta è stata facile

Hai preferito un ricco ad un fallito psicolabile

Ma come biasimarti, amarti m'ha spezzato in quattro parti

Reincollate dalle quattro arti, sirene che vorrebbero afferrarti

Strangolarti ed affossarti negli oceani degli sguardi

Collocarti nei trofei dei giorni guasti, e noi rimasti

Ci curiamo a rime e incastri, rifugiati dentro nastri riavvolti

Siamo astri raccolti, caduti dal cielo, scriviamo di ogni

Guerra interiore scoppiata da un errore

Finché la penna che tentenna

Si sveglia rotta come Sandro Penna

E nella grigia coltre che perdevo me

Ho vagato fra le stelle per trovare te

Ma ti persi e la speranza divenne di creta

Che si sgretolava come quella via in discesa

È giù all'inferno che cercai una luce accesa

Ma ciò che trovai fu l'oscurità più tetra

Finché dal vuoto mi salvò una forza amica

Che mi aspetterà per sempre, musica fedele, akita


[Strofa 4: Spangher]

E mi chiedo spesso come te la passi

E mi immagino, da coglione, un domani un ritrovarsi

Parlarsi, toccarsi, baciarsi ed abbracciarsi

Per dopo sentire i nostri cuori a contatto completarsi

Ma la mente è troppo fusa e illusa

La vita è una delusione, è una porta sempre chiusa

E non è depressione, fra', ma realtà chiara e pura

Che si ciba di emozioni delle quali quasi sempre abusa

Il ricordo fa male, è inutile negare

Ma ogni tanto, sai, credo ci si debba accontentare

Di ciò che abbiamo, degli istanti che viviamo

Di un bel ricordo che ci è stato tolto, anche se non vogliamo

Abituato allo sconforto che perfora

Finora fora ancora e senza fissa dimora

Non voglio esser banale, ma mi manchi di brutto

Una canna per pensarci tanto e poi scordare tutto