Released on March 2013

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[Strofa 1]

Dilemmi e drammi tramandati da millenni

Ingegno ai senni quando ti rendi conto che è da ignoto il luogo da cui provieni

Remi nel fiume degli schemi dell'universo

Verso nei sentieri dei pensieri veritieri e indaghi su te stesso

Io mi stresso, resto me stesso

Lo dico spesso: Edipo e il suo complesso

La psicanalisi di Freud, il suo concetto

Svevo e l’inetto, la concezione di inizio e fine

Del sublime, seguire le serpentine di pensieri contorti

Tieni rimari sorti in una fusione di confusione e saggezza

Che spezza i volti colti

Nelle vetrine coscienze assassine

Ci poggiano su mine, la cui esplosione imprime

Sulla nostra ragione la parola "FINE"

A volte 'sto sapere mi deprime

E più cerco di capire più mi avvolgo nelle spine


[Strofa 2]

Calibro sillabico, su fogli cogli l'attimo

A scatti dò miei tratti in modo rapido e lecito quando pratico

Chiudo scuole, suole, mole, goal, olé!

Parole e ole, bare e chiodi, ho modi, oscuro il sole

Golem, porre in ampolle golden, mille bolle blu

Polleg, no prob in crew, The Mule, cool, azione in loop

Stacca, ti lacca, pacca, catapecchia

Abracadabra, macabra cappa di fumi in doppia H

Attenti, tenti intenti, dieci menti comandate

Su dieci comandamenti, comando enti ambienti

Venti lenti, (quattro) elementi di cui senti e stenti

Ma non riempi i tuoi neuroni, sai, hai neutroni troppo spenti

Piangi, ay, dor, matador, pancia e goal, è goleador

Tresor, so’ il miglior punteggio hardcore, the best, d'or

Ho cosmi sismici, che muovo a vuoto, è fotosintesi

Liriche tra mimiche, chimiche e fiamme ossidriche


[Strofa 3]

Tramo il respiro della creazione che vivo all'interno del cuore

Come il Sole, arde di domande che a loro volta sono risposta ad una questione

Contaminazione del respiro, causa nausea, interruzione del cammino

Delineo l'ossessione di uno psicopatico assassino ed io sono il primo

Schema selettivo, tema cattivo, trema scribacchino ché il mio emblema è il tuo declino

Affino la mia percezione miro la quarta dimensione

Stilo nuova generazione, stimo chi coglie l'occasione

Descrivo la sensazione, concezione di cui sei privo

Affido il mio [?], mi affido al mio grido

Rido con chi condivide e divido ogni sorriso

Convivo con l'emblema di Edipo

Resto me, dentro ogni cambiamento conseguenze


[Strofa 4]

Quando scrivo tu senti da che pulpito se illumino uno stupido

Comunico, lo mutilo e rigurgito più sudicio, è più ruvido

Di un brivido che accumulo in cumulo di un ibrido

Ti anticipo e ti supero e mi limito da subito resto lucido

Quadruplico 'sto multiplo, decuplico 'sto numero

Io dubito di esser l’unico che sia da recupero

Stappo un tappo di sughero, esubero subito

Dentro un feretro, penetro dentro l’utero

Muterò, aforme, enorme e norme in forme

Insipido, deforme da uno zucchero

A cui dò energia, incombe sopra l'energumeno

Solide, raccoglie polline dentro ad un tubero

Le rime che assumerò e le cime che io fumerò

Al minimo che sibilo di un timido riepilogo

Sia sintomo di un ripido cammino sopra il filo di un gomitolo

Che in bilico mi indica il destino