Released on October 14, 2016

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[Testo di "Linee di libeccio"]


[Strofa 1: Murubutu]

Maria cuciva ogni tanto guardava fuori

Fra le macerie vedeva fiorire i crochi

E il vento sollevava quei resti impigliati ai rovi

Erano i pezzi dei sogni falciati dalle esplosioni

Maria bambina si specchia nella finestra

Corona di carta pesta che dondola sulla testa

E quando Libeccio entrava muovendo le tende in casa

Riflessa nella vetrata sembrava una principessa

Ma ora l'Italia era fame e miseria

Uscita dall'orrore dall'otre di un'altra guerra

Tenebre del conflitto la firma dell'armistizio

I soldati americani lì a Napoli in ogni vicolo

Bella signorina, signorina

Cantava lui passando veloce con la divisa

Lei, che ne ascoltava la voce mentre cuciva

Maria, s'era fatta grande, sognava una nuova vita

Venne più volte a trovarla il soldato

Qualcuno già vociava "È tornato l'americano!"

Lui era: alto e moro, un altro mondo, un El Dorado

Sogno di un mondo lontano, lontano

Quando le chiese la mano (no no) non c'era già luce

Nella chiesa, all'altare allora accesero un lume

Che ne illuminava la collana

E il suo vestito fatto in casa con la seta di un paracadute

E impara dalle cadute che in dubbio

Che sognava una vita in America

Quando fu, tutto blu, tutto buio sul Vesuvio

Lanciò un bacio all'Italia per seguirlo in Connecticut


[Ritornello]

E ora dimmi dimmi com'è

E ora che il tuo vento non c'è

Qual è la linea che guiderà le dita

(e tanto vale, tanto pare, tanto quale)

E ora dimmi dimmi dov'è

E ora che il suo cielo non c'è

Qual è la via che ti salverà la vita

(e tanto vale, tanto appare, tanto quale)


[Strofa 2: Murubutu]

Tra la folla all'arrivo, sulla costa al mattino

Aspettava il soldato con la Pontiac Torpedo

Lei non vide la statua oltre i blocchi, oltre i porti

Lo spazio negli occhi era preso dal suo sorriso

Fu così all'improvviso che (che, che)

Lei che cercava solo amore e fortuna

Si trovava nel passo fra le epoche

Sposa di un reduce, nell'America di Truman

Lei che medita confusa

Esita, poi studia

Resta un po' delusa

E insiste a sorridere

Ma là nel dopoguerra

La sua terra fuma

Stringe forte quel braccio

E bacia in bocca il suo principe

E quando lui se ne andò per un'altra in un'alba

Piangendo pensava "Maria qua devi farcela"

Trovò un lavoro da sarta per tornarsene in patria

Un lavoro da schiava per tornare in Italia

Maria cuciva notte e giorno, collo, corpo ed orlo

Non sentì il fuoco arrivare di notte nel sonno

Non sentì un vento del nord soffiare forte sul porto

Che gonfiava quel rogo ingoiando ogni corvo

E di Maria cosa resta, Maria principessa

Di quell'immagine vecchia e riflessa

E là al mattino una brezza, sull'aria ormai spenta

Sollevò la sua essenza per lasciare l'America

Quel giorno il rimorso, rimosso, ricordo commosso

Rincorso sul bordo del mondo

Quel giorno il Libeccio a ridosso del golfo

Aiutava il suo cielo a spogliarsi, prima del sole?


[Ritornello]

E ora dimmi dimmi com'è

E ora che il tuo vento non c'è

Qual è la linea che guiderà le dita

(e tanto vale, tanto pare, tanto quale)

E ora dimmi dimmi dov'è

E ora che il suo cielo non c'è

Qual è la via che ti salverà la vita

(e tanto vale, tanto appare, tanto uguale)