“Scappa”

By Lustro

Released on May 11, 2016

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[Strofa 1]

Fuggi da Foggia non per Foggia

Ma per la gente che scorda, la gente che si fa e poi si scoccia

Allatta come lupe, bambine già vissute

Che sembrano raggiungere l'orgasmo sopra i sedili degli scooter

E salti in aria come, se fosse un gioco dove

Si salta in aria tanto dopo non si muore

Chiedo perdono anche se non ho fatto nulla

Già il fatto che ti guardi è qualcosa che ti disturba, le ore

Scorrono lente e l'orologio in stazione mente

Ora che ho chiuso altre ferite sulla pelle

Non ci vediamo più, ma ci pensiamo sempre

Soprattutto quando diamo del "tu" alla gente

Puoi andare via dove vuoi ma sempre qua ritorni

Ci troveremo in queste strade con i fossi

Come dieci anni fa ma senza mostri

Ci sei rimasta solo tu tra con gli amici nostri


[Ritornello]

E quando tornerò, voglio che sia tranquillo

Non dirti sempre no, ricordarmi chi sei e di chi sono figlio

Volerò lontano, per non sentirti dire scappa

Fuggi da Foggia man, scappa, scappa


[Strofa 2]

Ti scrivo come se tu fossi in carne e ossa

Come se potessi avere mai da te una risposta

Come se una mia mossa, portasse a una tua scossa

Forse hai un anima ma rimane ben nascosta

Cara madre, giriamo il mondo a caccia di quel sogno

Che pare irrealizzabile tra le tue strade

Quello che accade, le tue lame, le tue lacrime

Bagnano chi rimane, se non s'alza quando cade

I sacrifici di ogni padre per mantenere un figlio fuori

Sono proporzionali ai tuoi dolori

I nostri cuori appartengono alla tua terra

Ma è possibile che tu perda tutte le nuove generazioni

"Fino a qui tutto apposto", tutto ha un costo

Il tuo non offrirci svago ma solo un posto

Ha fatto si che noi ci creassimo il nostro

Fatto di musica, parole, carta e inchiostro


[Ritornello]

E quando tornerò, voglio che sia tranquillo

Non dirti sempre no, ricordarmi chi sei e di chi sono figlio

Volerò lontano, per non sentirti dire scappa

Fuggi da Foggia man, scappa, scappa


[Strofa 3]

Straniero già da un pezzo la territorialità

Fiero della personalità mi plasma e mi possiede

Come balli sulle sedie quando mi nascondo

E il mondo non mi vede non mi prenderete

Cambio regole che avete, spacchi teste e tiri pietre

Cerco stoffe più concrete come sogni che ne vestirete

Rettili danno via la coda mischiano sangue e droga

Le facce spugnate con i maglioncini rosa

Sorpresa mattutina come quella nel taschino

Non si muove più una foglia quando rimo

Intruglio e fuochi saziano discorsi vuoti

Carne sotto osmosi, sventrati in un’ora dʼaria

Soggetti pericolosi ed è così richiusi tra mutare in capre

Pretendere e viaggiare come la mia bocca sʼapre

Senza collante tra la mia realtà ed il sistema

Sembra scema ma è pura e non ti servirà la scheda

Fammi il pugnetto e sclera, sorridi e batti i denti

Con la sigaretta accesa portami in discesa

Voglio soldi facili come la Chiesa, fragile e sospesa

Vellutata bocca amara colorata su rotaia come mi ha presa

Buchi in testa da groviera per una pagina già stesa


[Ritornello]

E quando tornerò voglio che sia tranquillo

Non dirti sempre no, ricordarmi chi sei e di chi sono figlio

E volerò lontano per non sentirti dire scappa

Fuggi da Foggia man scappa, scappa