Paradise

By Grossover

On Depre EP

Released on June 29, 2018

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Mi fermano in strada: “Bella, tutto apposto?”

La maggior parte parla e poi sembra che scappa

Mi chiedo “Ma perché”, e dopo prendo la mappa:

Il mio autunno quest’anno comincia da agosto

Mi sono fatto a piedi le fermate intere

Quando la metro era chiusa come i miei occhi

Roma è un regalo da scartare sulla neve

È una città di cui non puoi contare i fiocchi

Sono passato dal bere la vodka

Con gli amici felici sulla spiaggia di un mare mosso

Al chiudermi in casa, che mi è partita la brocca

E poi mi è finita la brocca, ma intendo di vino rosso

Non mi scordo ad Anzio, dove a un tratto io mi scanso

Dai compagni e dopo inizio a farmi i kilometri scalzo

Se l’ho fatto è per sentirmi davvero a contatto

Con la Terra e presentarmi a essa per quanto son alto

Ero così solo che a un certo punto chiamavo

Tutti i numeri che trovavo nella rubrica

Mi sedevo sulla tazza del cesso e pensavo:

“Non ci può esser niente di più merda della vita!”

Io non riesco a star cinque minuti su una sedia

Nei corridoi della mia casa do inizio a un ”Via Vai”

Ho letto l’Inferno della Divina Commedia

E mi son detto: “‘Sta vita dannata è ‘Paradise’”

Era bello dormire in tenda col calore di quel falò

Non saper che mangio a merenda e nemmeno se dormirò

Con il mito di Marco Polo, in maglia polo io viaggerò

Gli astri dicon che sono un toro e sarò il primo del Polo Nord

Già da ragazzino col sogno del Rap

Volevo diventare Eminem o Drake

Se non avessi usato fin troppo Whatsapp

A quest’ora forse sarei Hemingway

Prima che gli autisti facessero multe

Mi svegliavo alle 5 e poi montavo in sella

Le belle città di qua le ho viste tutte:

Sabaudia, San Felice e Santa Marinella

Non son stato in un paese straniero

Mi sa tanto che dovrei riprender la mappa e la bussola

Ho cancellato il contatto di chi amavo davvero

Ed ora cerco quella Vita con la “V” maiuscola

Ho capito che la musica è potente

Proprio quando io dormivo con un mio fratello accanto

È grazie al volume alto delle sue cuffiette

Se riconoscevo le canzoni che stesse ascoltando

Ora io ci credo proprio zero nell’amore

È inutile cercarmi facendomi degli squilli

Potrei cambiare idea se mi cantassi la canzone:

“L’uomo che amava le donne” di Nina Zilli

Non ho fatto gli esercizi ed ho mangiato dolci

Quando prima stavo a dieta con lattuga e mais

Ieri mi sentivo all’inferno, ma almeno oggi

‘sta vita terrena io la chiamo “Paradise”

Era bello dormire in tenda col calore di quel falò

Non saper che mangio a merenda e nemmeno se dormirò

Con il mito di Marco Polo, in maglia polo io viaggerò

Gli astri dicon che sono un toro e sarò il primo del Polo Nord

Era bello dormire in tenda col calore di quel falò

Non saper che mangio a merenda e nemmeno se dormirò

Con il mito di Marco Polo, in maglia polo io viaggerò

Gli astri dicon che sono un toro e solo non sarò

Dico “Chissà”, dico “Chissà”

“Si svolterà”, “Si svolterà”

La fatica ripagherà

Cancellerà ogni ansietà

Dico “Chissà”, dico “Chissà”

“Ritornerà”, “Ritornerà”

Ma troverà, senza pietà

La vacuità nella città

Era bello dormire in tenda col calore di quel falò

Non saper che mangio a merenda e nemmeno se dormirò

Con il mito di Marco Polo, in maglia polo io viaggerò

Gli astri dicon che sono un toro e sarò il primo del Polo Nord