Jonathan

By File Toy

On Pantafa

Released on 2015

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[Strofa 1: File Toy]

Un bambino si alza in volo, è solo un porticciolo

Ma a lui sembra una scogliera: senza aiuto è solo

Il mare a volte è il suolo, salato come il vuoto

Ma se non spicchi in volo rischi in un maremoto

Poco, visto? Ci vuole poco a decollare

A farsi gioco di sto mare ch'è distante e non fa male

Ma, deve imparare a planare

Per non farsi trasportare in basso può solo annegare

Sa, sì ora sa come non farsi più male, va

Senza più distrarsi affronta reti sparse e l'anima

Cresce, ma non riesce, poi ritenta ed ora eccolo qua

Tra lische di pesce esce dalla crudeltà e tesse l'umiltà

Gli uragani e le tempeste, i pescecani fanno feste

In bocca a quel [?] esche lo riporterà

Ora vecchio sfiora creste mentre al largo il sole esce

Il suo bagliore lo riaccoglierà


[Ritornello: Murubutu]

Poi fende l'aria là in alto, riprende vita ed è un arco

Che tende e vibra ed un nastro gli fa da guida

Lui scende e si alza là in alto sopra a ogni cima

Lo sguardo sopra alla riva, nel manto d'aria salina

Lui sente caldo ed è caldo se plana o vira

Nel canto di un raggio affida lo sguardo sulla battigia

Ed è una sfida ogni vento e onda anomala

Gioia e tormento del giovane Jonathan


[Strofa 2: Murubutu]

E quel mare non porta consigli, genera figli coi venti

Diverso dai simili, ha un altro istinto e modus vivendi

Ha imparato respinto dai venti, gli distinguono i tempi

La differenza tra schiavi e servi, liberti e ribelli perenni

E gli dicevano "Trattieni le ali, rimani al riparo dai mari

E i voli radenti tu lasciali ai pellicani e lasciali ai bei richiami

Delle picchiate verticali fra cieli aperti, spazi a perdere

De-de-dei mari immani man"

E mentre planava sfiorava con l'ala ogni altura

Esplorava la baia sulla piana bianca di bruma

E intanto pensava librandosi in alto, scendendo di scatto

"Come potrò dire a mia madre che non ho paura?"

E la vertigine coglie gli indomiti, prende alla testa

Mette casa nei confini laddove lo stormo non pesca

Diceva guardando la ressa "Voglio una morte diversa

Scegliamo la vita futura in base a quello che impariamo in questa"


[Ritornello: Murubutu]

Poi fende l'aria là in alto, riprende vita ed è un arco

Che tende e vibra ed un nastro gli fa da guida

Lui scende e si alza là in alto sopra a ogni cima

Lo sguardo sopra alla riva, nel manto d'aria salina

Lui sente caldo ed è caldo se plana o vira

Nel canto di un raggio affida lo sguardo sulla battigia

Ed è una sfida ogni vento e onda anomala

Gioia e tormento del giovane Jonathan