Released on December 31, 2020

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I

Storie inventate

Commedie e puttanate

Va di moda averle già appuntate

Per poi viverle a puntate

Non me ne importa

Non è a quello che punto

Meglio morti che in un punto morto

Questo è il riassunto

Finali già scontati

In calce a righi trasognati

È come andare in carcere

A cercare gli anni andati

Li saluto sedati e seduti comodi

Sul loro trono di

Falsi ideali ed idoli

Ma saldi e solidi

Ho lacune da colmare

Ed è giunto il momento

Non cammino culo a muro

Ma navigo in mare aperto

Ho lasciato il mio porto sicuro

La mia laguna

Per portarmi al largo dagli sguardi

Della tribuna

Fanno le gare a chi risulta più lineare

A me risulta arduo sono curvo naturale

Una vita agiata e di facciata a me non m’interessa

Voglio una vita agitata, sfacciata, piena e intensa

Il mare in piena tempesta

Danzare sulla cresta

Dell’onda

Non abbassarla con la testa

Alzala e affronta!

Non stare in pena

Per la pendenza

O appresso a una credenza

O appeso a una lenza

O in penitenza

All’angolino del mondo

Come un eremita

E la vita che ti sfuma sullo sfondo

Sfondo ogni porta

Non mi importa più di ciò cela dietro

Non mi gela più il timore dell’ignoto o del segreto

Sono io al timone e nuoto verso foce non arretro

Finché ho voce non sto quieto

Brucio ogni divieto

E se c’era ero io ad averlo messo

Sono l’unico custode di me stesso

Il carnefice e l’oppresso

Apro la cella e finalmente gioco allo scoperto

Non mi curo più di nulla ma mi cullo nell’incerto

Sospeso su di un amaca che gravita sul baratro

Amo stare in bilico ogni limite lo valico

II

È venuto il tempo di mandare a fare in culo

Tutto quello che mi limita e avanzare come un mulo

Una vita zitto e muto

Aspettando un’altra goccia

Se mi accendo non mi stuto

Non basterà la pioggia

Il Sole c’è l’ho dentro

Così tanto che è un inferno

Alle volte è così forte

Che mi esplode nello sterno

All’esterno non si nota

Calma apparente

Il mio estro non si svuota

Per quanto si riempie

Ventisette possono bastare ma non mi accontento

Soprattutto adesso che è venuto il mio momento

Vivo in quello presente

L’unico che conta

Non mi perdo a raccontare

La mia stessa impronta

Voglio portate di male e veleno

Per rendermi immune

E portarmi più lontano da ogni sogno che mi illude

Sorvolo sugli sbagli e sulle sbavature

Non ci bado manco più sono sbiadite pure

Seguo il mio fato

Mi manca il fiato

Trovo respiro nell’afflato mistico

M’ispiro e vado

Verso dove?

Più dolore forse

Voglio scorze dure

A piedi scalzi e a cuore nudo

Senza scudo né armature

Ogni giorno che potrebbe essere l’ultimo

Per questo vivo al massimo tutti i tumulti mo

Che posso farlo

Ardo come un dardo infuocato

Non rimando a quando

Sarò un corpo scordato

Sotto al fango

Afferro il giorno

Prima che la notte sopraggiunga

Non c’è alcuna regola

Che vige in questa giungla

Quel momento in cui realizzi

Che tu sei peso e misura

Di ogni cosa che idealizzi

Svanisce la paura

Ogni errore è sacro

La perfezione è un simulacro

Ho in orrore il vacuo

E in amore il pathos

È un tuffo nel vuoto

Come nel bungee-jumping

Né prima né dopo

Solo l’abisso avanti

RITORNELLO

A PIEDI NUDI SOPRA UN FILO ARDENTE

CHIUDO GLI OCCHI E STRINGO I DENTI

ANCORA

(Dammene ancora)

SE TUTTO ATTORNO A ME È UN PATEMA

NON MI PERDO D’ANIMO

MA NE VOGLIO ANCORA

(Ancora)

COL CAPPIO AL COLLO E SENZA ALCUN APPIGLIO A UN PALMO DAL TRACOLLO

MA NON MOLLO ANCORA

(Dammene ancora)

OGNI LACRIMA CHE SCENDE È NUOVA CARICA PER RISALIRNE A CAPO

IO NE VOGLIO ANCORA

OUTRO

Ogni lacrima che scende mi ricarica, non mi rammarica

Ogni piaga mi gratifica nell’anima

Ogni fatica è nuova linfa, ogni spina nel fianco

Mi dà spinta per la prossima sfida