Released on January 23, 2019

Thumbnail

ZeroCinque

A metà tra numero Zero e numero Uno

Un tipo sinistro di poche parole che non si filava nessuno

Dimmi cosa c'è di bello ad essere me?

Io sto da solo isolato

In un mondo malato del cazzo in cui sono il Re

Capito fratè?

Spalanca i suoi occhi, si fa un'altra pista

Digrigna I suoi denti sua madre è una tossica il padre alcolista

Se va fuori casa è per fare provvista

Ricorda di quando in cucina suo padre picchiava

Sua madre gridava

E lui stava fermo un angolo in ombra

Piangeva e ascoltava tra lacrime e bava

L'infanzia passata rinchiuso dentro una topaia

Senza caldaia

Abusi mentali e carnali

Catene, frustate e rosari

Dentro la legnaia

A scuola era zitto

Troppo distratto mirava il soffito

Sognando una corda e il suo corpo gelato che pende dall'alto

Il sogno proibito

Il verme che cresce ogni giorno

Vita in funzione del porno

Zero che fighe che danno il buon giorno

Fazzolettini ripieni di sborra attorno

Dimmi cosa c'è di bello ad essere me?

Le voci che sento mi dicono prova qualcosa di nuovo e non so il perchè

Si chiede spesso "qual'è il prezzo della felicità?"

Dopo i decenni passati nell'oscurità in quella fottuta città

E' una sera d'ottobre, è seduto in un Pub

In testa qualcosa non va

Le macabre voglie, la sessualità

Il lato più oscuro della libertà

La prima è stata strana, molto molto strana

Una tipa carina cubana, lui pensa se vado a parlarle mi sbrana

ZeroCinque introverso, la segue in un vicolo semi deserto

In cerca di un bacio la prende dal braccio l'amore inesperto il volto scoperto

La pelle liscia senza mezza ruga

Lei tenta la fuga

Le si avvinghia tipo sanguisuga

Il bacio di giuda

Poi tutto va fuori controllo

La sua schiena suda

Le mani sul collo

Prima muore

Dopo la denuda

Tra numero Zero e numero Uno

Mr. nessuno carnefice tipo profumo

Seziona e divora quel corpo nel modo opportuno

Arde come marte poi si blocca ma riparte

Fame di materia umana

Brama nera quotidiana

Animo nero come il cielo che io vedo quando predo

Rosso vero

Come I morti che la notte mi concedo

Consapevole del rischio

Girovago fago cito

Cito i demoni del rito

Poi divoro a capofitto

Non so bene se

Gioisco o se patisco

Il punto di fusione tra

Hannibal e Gesù Cristo

Un tipo sinistro

Che non si filava nessuno

Nel freezer i resti dei corpi appezzati per evitar giorni a digiuno

L'Autoconsumo

Lontano dai pettegolezzi

Il suo nome è ciò che piu disprezzi

Non vede più umani ma prede da ridurre in pezzi

Adescati tra lunghi cipressi

Di giorno si confonde tra di voi in mezzo alla folla

Ma di notte si trasforma

L'altra faccia della luce è l'ombra

King assoluto delle peggio qualità terrene

Finchè un giorno una sua preda scappa

Il male contro il bene

Dritto verso l'inferno

Frate nulla è eterno

Ogni stagione volge al temine

Vale anche per l'inverno

Il figlio del Demonio

La sua fine senza encomio

Tra sputi e insulti incatenato dentro un manicomio

Tra farmaci e catene la fine di un serial killer

La storia del cannibale del letto ZeroCinque