Ottobre

By Diddo

On 2015

Released on December 14, 2018

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C'è ragazzo che aspetta, attende fuori da una scuola

Ogni tanto tira fuori il telefono e controlla l'ora

Non sta fermo, è chiaro che attendere lo annoia

Ma a pensarci bene sembra preoccupato per qualcosa

Si guarda intorno, picchietta a terra con il piede

Sposta una sigaretta, ci gioca sul marciapiede

Cerca di distrarsi, ma l'ansia lo possiede

Il coraggio retrocede, ed è meglio se si siede

Mille pensieri, che gli martellano la fronte

Ma deve fare questa cosa, non può aspettare oltre

D'altronde, di tempo ne è passato abbastanza

Non può nascondere la testa ancora sotto la sabbia

Suona la campanella, ed eccola, la vede uscire

Lui si sforza di sorridere, ma non riesce a gioire

Le rivolge un sorriso, strozzato, quasi a dire

"Ho bisogno di parlarti e non voglio farti soffrire"

È pranzo, sono in un bar, seduti a un tavolino

Intorno a loro ragazzi, una famiglia col bambino

Lui deglutisce la saliva accumulata per l'ansia

È a disagio, e non vorrebbe trovarsi in quella circostanza

La guarda, non sa come iniziare il discorso

La osserva triste soffocato dalla colpa e dal rimorso

Lei è serena, prende il panino, gli dà un morso

Lui apre bocca e inizia a vomitarle addosso il proprio mostro

Lo sguardo di lei cambia, immediatamente si fa cupo

Lui si spaventa e per il dolore rimane muto

Vede i suoi occhi iniziare a brillare, a lacrimare

Gocce iniziano a scenderle lungo le sue guance chiare

Ed è lì che lui si pente, quello è ciò che non voleva

Vederla piangere è tutto ciò che lui temeva

Prova a balbettare qualcosa per limitare i danni

Ma è tardi, e da lì per i due sono iniziati i drammi

Per mesi, ogni giorno passato a litigare

A soffrire, a rinfacciarsi a vicenda di farsi male

Lui ripetere che in verità fosse una cosa di poco conto

Lei a dirgli che le aveva fatto crollare il mondo addosso

Fino a che lui se ne convince, si appropria degli sbagli

La colpa vince sul buon senso, il rancore su tutto il resto

Mesi passati a odiarsi, a piangere e a farsi tagli

Letterali e figurati sulle braccia e sopra il petto

E a ripensarci, col quadro completo dei fatti

Era davvero così necessario disprezzarmi?

Quest'ultimo 17 giugno, avremmo fatto tre anni

Peccato che due li abbiamo passati ad odiarmi

E a farlo eravamo in due, e nemmeno io ho mai smesso

A distanza di tempo mi è rimasto l'odio per me stesso

Non pensavo in verità di averti fatto una cosa grave

Ma ti amavo così tanto da volermi far del male

Scusa se ti ho tradito? Non ho mai toccato un'altra

Scusa se ti ho ferito? Non non ho mai brandito un'arma

Per anni ti ho chiesto scusa per cose che non ho fatto

Non avremmo dovuto perderci, era questo il patto

E in quel disegno che avevi fatto non eravamo in una stanza

Ma sul ciglio di una strada, non aveva importanza

Dove ci saremmo trovati, in ogni circostanza

E adesso siamo separati da una minima distanza?

Quindi alla fine ho dovuto scrivere tutto questo

Per abbandonare qualcosa finito in un modo orrendo

Non mi fraintendere, vorrei abbracciarti, averti appresso

Ma ti sto abbandonando, levando un peso immenso

E scrivere è il modo che ho per sfogare ciò che sento

E il punto è questo, addio, non te l'ho mai detto

Avrei voluto rimanere un tuo amico, ma mi hai costretto

Ad andarmene, a chiudere e a darci un taglio netto

E hai fatto bene, mi consideravo solo un difetto

Ti stressavo sempre, ti appesantivo il petto

Mi hai dato un'arma ma poi, mi hai tolto il tuo rispetto

Io ho rimosso la sicura, e ho premuto quel grilletto


[outro]