Lettere 2

By Diddo

On 2015

Released on December 14, 2018

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Ciao diddo, ti scrivo, dopo tanto tempo

Era Compendium, ormai è più di un anno che non ti sento

Come stai? Purtroppo io non me la passo al meglio

Anzi sinceramente per certe cose sto persino peggio

Sono Jordy, quello che dice di seguirti da una vita

Quello che scrive tutto questo, a volte sino alla mattina

Quello che la notte non dorme ed impugna la matita

Quello che ha tentato quest'anno di farla finita

No aspetta, scusami, sto correndo troppo

Poi non mi segui più se perdi il filo del discorso

È che sono successe cose, mi sono sentito morto

E ancora mi ci sento, ma non scappo da sto corpo

Ed effettivamente nella lettera dell'anno scorso

Non me n'ero reso conto ma non ti ho parlato molto

Non mi sono aperto, ma per paura verso il mondo

O perché c'era ancora la speranza per ciò che avevo intorno?

Perché sì, ero triste, forse ancora innamorato

Ero depresso, distrutto, ma in qualche modo fortunato

Le cose ora son diverse, io sono cambiato

Ma lo ha fatto pure lei, e questo mi ha massacrato

Perché sai, a volte, riesci ad avere un punto fermo

Un faro, un abbraccio, quando è tutto orrendo

Poi se lo perdi, fai a botte con te stesso

Ti guardi allo specchio e inizi a odiare quel riflesso

Ti scrivo mentre sono a letto, e tremo, è gelido

Non sono abituato a dormirci solo, non lo merito

E tutto questo è come stare in cima a un monte, in un eremo

Dove il mio cuore non batte e chiamo invano un medico

E pensa che tutto questo l'ho fatto con le mie mani

Tutto mi spaventa, se chiudo gli occhi temo il domani

Un fiore avvizzito sballottato dalle onde

Che galleggia in mezzo al mare e ha paura della sorte

E spera che le correnti lo spingano sulle sponde

Dove ci sono lei, e i suoi baci tra le onde

Ma lo sa che sott'acqua ci sono bestie immonde

Che lo porteranno a fondo faccia a faccia con la morte

A monte ogni mio piano, ogni proposito positivo

Ogni progetto che prevedeva il sentirmi di nuovo vivo

Ho fallito, lo ammetto, non ci son riuscito

Ho rattristito i miei genitori ed il mio migliore amico

E sono stanco perché sento mia madre che piange

Quando vede suo figlio non reggersi sulle sue gambe

Mio padre sperare di aver cresciuto un grande uomo

E ritrovarsi un debole con la fobia dell'abbandono

E te lo giuro, io ci provo, ogni giorno ad esser forte

Ogni giorno mi dispero e prendo a pugni quelle porte

Che mi ha sbattuto in faccia non credendo al mio amore

All'ardore di un ragazzo che ora piano piano muore

Ce l'hai presente, quando ti senti onnipotente

Hai il mondo nella mani, sei ammirato dalla gente

La mente è libera, qualsiasi problema è irrilevante

Perché hai accanto chi sa farti sentire così importante?

Ti fa sentire unico anche in mezzo alle persone

Ti fa pensare che non possa esistere la depressione

Ma un treno a volte deraglia, non va a destinazione

E il nostro purtroppo non è mai arrivato alla stazione

E forse, tra tutte le altre, la cosa peggiore

È quando tutto accade per una piccola distrazione

Il nostro non è uscito dai binari per un grave errore

Ma per un cazzo di problema di mancata comprensione

Non l'ho lasciata perché non ero più innamorato

Ma perché mi odiava, mi odiavo, mi sono reputato

Solo un fastidio per lei, io me ne sono andato

Per liberarla di un problema che non avrebbe meritato

Forse per quello nel tempo l'affetto è rimasto vivo

Scrivevo alla sua migliore amica, con il solo motivo

Di sapere se avesse preso il tanto voluto gattino

E immaginarla felice trattarlo come un bambino

Scusami, chiudo qui, sto piangendo mentre scrivo

Tutto questo mi devasta, sono troppo emotivo

Con le lacrime sul viso, ho scelto male al bivio

Prima odiavo la mancanza, adesso ci convivo


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