Da bambino riempivo quaderni

Disegnavo a mano fumetti

Storyline quasi originali

Personaggi falliti erano le trame

Capivo da allora, fallivo da allora

Quaderni andati persi

Capivo che non sarebbero mai stati letti

Da nessuno, e poi sono cresciuto

Seduto a pensare al futuro

In tutt'uno col caos, il domani è incerto

Stanne sicuro

Attiro la sfortuna dietro di me

Come una calamita

Il frutto del peccato andato a male

Notti buie a pensare

Conto giorni con le dita

Inutile lottare, inutile opporsi

Al destino, se cadi non diventi più forte

Un macigno sulle spalle, fallimento ai piedi con lune storte

Paura delle proprie azioni per non aggravare

La già presente condizione

Nel mezzo della tempesta, anche se fai qualcosa

Tutto resta, gronda sangue dalle mani

E cadere sconfitto due volte

La prima quando hai ancora una speranza e muore

La seconda quando comprendi che non puoi fare di più

E se fai di più peggiori in modo enorme

Con Kvaxa alle peggiori canzoni

Fronde dei salici, ma anche altri progetti

Mi ricordo quando iniziavo, pensavo in grande

Ma ora siamo alla resa dei conti

E dobbiamo capire che fare, andare oltre

O mettere fino a tutto ciò, siamo alla fine